La nostra Storia

La storia del nostro istituto


L’Istituto alberghiero in Valsesia nasce a metà del secolo scorso con lo scopo di preparare personale nei vari settori dell’industria alberghiera. La creazione della scuola risponde, innanzitutto, alle tradizioni locali di lavoro in questi settori, sia nell’emigrazione che in valle. Infatti un alto numero di cuochi e camerieri e imprenditori valsesiani portano nel mondo, da almeno due secoli, le loro qualità professionali nel campo alberghiero e della ristorazione. Inoltre la stessa valle trova, sin dall’Ottocento, risorse per sopravvivere e per frenare il flusso emigratorio, così devastante per il tessuto sociale, proprio nelle attività turistiche.
Il legame con la tradizione sta anche nella sede dell’Alberghiero a Varallo, infatti l’edificio che accoglie l’Istituto rievoca il primo e prestigioso utilizzo: sede dello “Splendid Park Hotel”, centro di una clientela internazionale nel periodo della “Belle époque”.
Le nuove correnti turistiche, l’estensione di villeggiatura e gite a livello di massa e di tutte le borse, le accresciute pretese della clientela, la risorsa turismo divenuta la principale della valle, in estate e ora soprattutto in inverno: questi fattori rendono vitale l’esigenza di qualificare sempre più la mano d’opera nel settore alberghiero e della ristorazione, puntando sulla formazione di giovani capaci poi di sostenere in futuro l’economia della Valsesia e di lavorare con profitto nel mondo.
L’investimento giovani-scuola nel campo alberghiero, turistico, ristorativo va oltre i confini della Valsesia, a testimonianza di settori in espansione e di potenzialità presenti in valle. L’Alberghiero infatti è cresciuto molto, fino agli attuali mille e più alunni. È merito di un contesto favorevole di mercato in sviluppo in questi settori ma pure dell’impeccabile professionalità del personale docente e Ata della scuola, che lavora con intensità e passione per l’istruzione degli alunni e per dare un’immagine prestigiosa dell’Istituto.
L’Alberghiero “Pastore”, per volontà dei suoi organi dirigenti, ha coronato un lavoro di anni con l’apertura, a inizio nuovo secolo, della sede associata a Gattinara, nel cuore delle terre del vino. La sede associata risolve le difficili situazioni di tanti studenti della “bassa” (Vercellese, Novarese, bassa Valsesia e Biellese) togliendo loro disagi e tensioni di un lungo viaggio e consentendo di sfruttare meglio il tempo per lo studio. Oggi la sede a Gattinara sfiora i 600 iscritti (in parte sistemati in succursale) funzionando egregiamente e aprendo il bisogno urgente di nuovi spazi.
La formazione, l’educazione di ragazzi di provenienza territoriale e insegnamento scolastico differenti devono poggiare su alcune caratteristiche precise e nello stesso tempo duttili, che si possono ricondurre su un filone unico: i ragazzi dell’Alberghiero devono acquisire competenze, essere aiutati a superare gli stati di disagio, educati ai valori civili ed etici, ma devono essere indirizzati principalmente a diventare “cittadini del mondo”, abituati ad avere a che fare, con affabilità e modi garbati e idonei, con persone diverse per lingua, mentalità, colore della pelle, estrazione sociale, cultura.
L’Alberghiero “Pastore”, peraltro, è ormai una scuola multietnica: sono più di cento  gli stranieri che frequentano l’Istituto (11%) provenienti da quasi trenta nazioni di quattro continenti. L’incontro di ragazzi con abitudini e lingue diverse crea certo una serie di prove complicate ma rappresenta una sfida e una forza dinamica di un Alberghiero.
Appare così manifesto che l’Alberghiero non può essere una scuola “chiusa”, con demarcazioni rigide, deve invece essere aperta alle novità, al mondo e al territorio. L’Istituto collabora con enti, associazioni e operatori nei settori alberghieri, turistici, della ristorazione, commerciali, anche culturali. Tante prestigiose iniziative hanno segnato tale cammino, in questi anni.
Il rapporto studio-lavoro è uno degli assi su cui ruota l’Istituto alberghiero. I ragazzi dell’Alberghiero s’inseriscono in attività lavorative, testimoniando in Italia e all’estero la bontà dell’insegnamento ricevuto. Sono tante le richieste di lavoro che giungono al nostro Istituto per assunzioni, specialmente stagionali, nei settori turistico-alberghiero-ristorativo, settori in buona salute. La scuola privilegia gli “stage”, attività di studio-lavoro seguite e controllate da “tutor” scelti sia tra i docenti della scuola che tra gli operatori delle aziende. Centinaia di studenti vengono sistemati, del tutto tutelati, ogni anno in molte aziende in Valsesia, in Italia e all’estero.
Intanto si sviluppano progetti notevoli: un corso a Vercelli presso la casa circondariale; convenzioni con agenzie formative per i corsi regionali di formazione professionale; pubblicazione di volumi su turismo, ristorazione, cultura; corsi di cucina di ogni tipo e livello; gemellaggi con scuole straniere; ospitalità per studenti stranieri; corso Ifts postdiploma; inserimento e integrazione di molti alunni diversamente abili. Quest’ultima attività vede l’Alberghiero “Pastore” davvero impegnato con tutte le sue forze: più di novanta alunni diversamente abili, a cui viene data la possibilità di stare con i loro coetanei e di apprendere un mestiere per il futuro.
Tra i progetti di maggior successo: “La cultura del banchetto”, giunto alla diciassettesima puntata, un percorso di storia e alimentazione nelle varie epoche e corti nobiliari, frutto di impegnative ricerche di docenti, alunni e Ata; “Chi più di te”, studi e conferenze sulla cucina dietetica per la salute e nella prevenzione delle malattie; “Ospitalità”, gestione di strutture ricettive per brevi periodi in Valsesia, Val d’Aosta, rifugio Sottile in quota, ecc.
La capacità di accoglienza è testimoniata, per esempio, dalla convenzione tra Alberghiero “Pastore”, Comune di Varallo e Consorzio imprenditori turistici “Valsesia in” per gestire il convitto ostello di Varallo, che ospita studenti italiani e ragazzi cinesi di Wuxi, frequentanti per l’intero anno scolastico (progetto “Il Milione”). Il convitto ostello “D’Adda”, grazie anche all’Alberghiero è una piccola ricchezza per la città di Varallo.
Una considerazione particolare merita il progetto “Ricette del territorio”, una lunga e diffusa ricerca sugli usi alimentari e sulle ricette tradizionali delle valli alpine, colline e pianure piemontese. Sono già stati pubblicati diversi volumi, curati da preside, docenti, Ata e alunni dell’Alberghiero “Pastore”, contenenti notizie e ricette. Questo libro è una nuova tappa della ricerca che collega la scuola alla storia locale e al territorio.
L’Alberghiero “Pastore” si rende dunque disponibile per divenire ancor più uno dei centri delle attività turistiche della valle, sfruttando le energie di studenti/docenti e i mezzi a disposizione. Tra le ipotesi interessanti: agire nella formazione di adulti con corsi di studenti-lavoratori; attivarsi in una gestione alberghiera; creare in Varallo una sorta di “cittadella scolastica” del turismo e della ristorazione, ospitata negli spazi dell’ex “Splendid Park Hotel”, con corsi superiori, postdiploma e universitari; aprire un piccolo ristorante al pubblico, uno o due giorni la settimana, sia a Varallo che a Gattinara.
Sono esperienze consolidate in altri paesi europei, dove le scuole alberghiere hanno più margini di manovra e di intervento verso l’esterno e dove il nostro Istituto è ora ben inserito grazie alla partecipazione all’Aeht (Association of European Hotel and Tourism Schools). E’ una strada che l’Alberghiero “Pastore”, per dare la possibilità agli studenti di sperimentare sul campo le competenze acquisite a scuola, deve continuare a percorrere.